Intervista a Riccardo Verona, Bus Turistici Italiani

Intervista a Riccardo Verona, Bus Turistici Italiani

Scritto il 20/04/2021
da Editor

APRILE 2021 – Viviamo nel Paese più bello del Mondo. Abbiamo circa il 70% del patrimonio culturale mondiale. Una ricchezza enorme che in questi 14 mesi di pandemia è stata indisponibile, intoccabile quasi irraggiungibile. Un blocco che ha spento i motori del settore dei bus turistici mettendo in crisi tante aziende che si sono strette intorno al Comitato Bus Turistici.

Abbiamo incontrato il loro presidente, Riccardo Verona
, che ci ha tratteggiato i contorni del mercato di riferimento, le richieste fatte al Governo e la (tanta) voglia di ripartire. Nel futuro? «Siamo pronti, quando saranno disponibili, ad acquistare anche autobus ad idrogeno. Per ora il diesel è l’unica opzione per il tipo di esercizio che eroghiamo».

Riccardo Verona, Presidente del Comitato Bus Turistici, quante aziende rappresentate e di quali settori?

Al Comitato sono iscritte circa 200 aziende, prevalentemente del Centro Nord, che rappresentano un parco mezzi di 3.500 unità per la quasi totalità Euro6, quindi aziende che guardano l’innovazione come traguardo. Il settore dei bus turistici, nel suo complesso, abbraccia 6.000 aziende che occupano 25.000 dipendenti e altrettanti mezzi.

Verona, però questa è una fotografia scattata a gennaio 2020. Ora il comparto ha subito una contrazione molto pesante…

Certamente, il Covid per noi non ha significato una perdita solo di valore ma anche di competenze. Consideri che molti autisti e dipendenti (circa il 40-50%) sono passati al trasporto merci. Il numero dei mezzi, però, è rimasto lo stesso. Questo significa che quando ci sarà la ripartenza il settore avrà grandi difficoltà a rimettersi in moto.

Cerchiamo di dare una dimensione anche economica a questo segmento, qual era il fatturato globale del comparto delle linee da turismo?

Circa 2 miliardi e mezzo. Un monte oggi ridotto a soli 400 milioni euro. Consideri che le nostre aziende riescono, allo stato attuale, solo ad erogare alcuni servizi sostitutivi a supporto al tpl e alle scuole.

Presidente, quali sono state le misure a supporto del settore?

Di Decreti, come sanno tutti gli italiani, ne sono passati tanti. Dal Cura Italia, al Rilancio, 2, 3 e così via. Noi siamo stati inclusi nel Ristori Bis, con soli 17 milioni di euro. I decreti di agosto sulla perdita del fatturato per le linee commerciali non sono ancora attuativi.

Però qualcosa si è mosso lato costruttori, come il blocco del leasing…

Sì, il blocco è stato un provvedimento importante a supporto delle aziende. EvoBus, devo essere sincero, è stata la prima azienda muoversi in questa direzione e a starci a fianco.

Quali sono le richieste che fate al Governo e quali strumenti per far ripartire il settore?

La risposta è complessa. Il nostro settore ripartirà solo dopo un piano vaccinale importante capace di riattivare il turismo. Il primo passo però è quello di riconoscere le aziende che rappresentiamo come parte integrante dell’industria del turismo. E questo non è solo un vezzo ma una richiesta sostanziale che cambierebbe la natura del nostro comparto. Poi però c’è altro…

Ci dica..

I Ristori sono erogati solo in base al calo dei fatturati. Ma il fatturato non è tutto: Le aziende fanno investimenti, sopportano costi fissi che nel nostro caso rappresentano il 20-25% del fatturato, e non è poco. È necessario rivedere i meccanismi a supporto e ascoltare davvero le esigenze delle aziende.

Nel concreto quali sono le azioni prioritarie?

Noi chiediamo di rientrare nel settore del turismo come le agenzie viaggi e alberghi. Richiediamo inoltre lo sblocco del Comma 650 e che ci sia il Ristoro anche per il settore del turismo così come è stato per il tpl.

E sul versante del parco rotabile?

Come ho già accennato, le aziende impegnate nel settore del turismo dispongono di un parco mezzi particolarmente moderno. Per quanto riguarda gli investimenti futuri non abbiamo la possibilità di scegliere: la motorizzazione diesel è l’unica disponibile sul mercato capace di assecondare il nostro esercizio.

E nel futuro?

Nel futuro sicuramente ci saranno delle alternative, probabilmente l’idrogeno e le nostre aziende saranno pronte ad abbracciare sistemi innovativi di trazione. Guardiamo avanti, le preoccupazioni non mancano ma la passione e la voglia di far ripartire il Paese sono ancora più forti.

Ringraziamo Riccardo Verona per l’interessante conversazione.

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